In relazione ad un complesso sistema criminoso che vedeva contestati reati tributari (DLgs. 74/2000), autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 493-ter c.p.), la sentenza 27.3.2025 n. 12157 della Corte di Cassazione ribadisce alcuni principi chiave connessi a tali fattispecie.
In particolare, i giudici di legittimità si soffermano:
– sull’accertamento e sull’onere della prova dei costi “in nero”;
– sulla determinazione dell’imposta evasa e del profitto dei reati tributari;
– sulla natura plurioffensiva del reato di indebito utilizzo di strumenti di pagamento.